Cinefili
Anche Allen è per la liberazione di Polanski. Come si può arrestarlo solo perché non se l’è sposata?
pubblicato il 30 settembre 2009 | Commenta
Rossini e Luzzati – L’italiana in Algeri
Emanuele Luzzati e Giulio Gianini animano
“L’italiana in Algeri” di Gioachino Rossini
pubblicato il 28 settembre 2009 | Commenta
Evviva i divorzi
Sentire all‘Infedele Alessandro Sallusti, giornalista di Comunione e Liberazione, richiamare la diffusione del divorzio in Italia per giustificare le peripezie amorose di Berlusconi e l’ammirazione che gli italiani hanno di lui, ha un che di malinconico. Pur di compiacere Berlusconi si recupera anche il “valore” del divorzio. C’è una differenza tra l’essere cattolici in dialogo col mondo (Concilio) e cattolici inquinati dal mondo (CL).
pubblicato il 28 settembre 2009 | Commenta
La legge è uguale…
Costa Gavras, Wong Kar Wai, Monica Bellucci, Fanny Ardant… Soprattutto le donne: avrebbero firmato lo stesso l’appello per liberare Roman Polanski se a essere stuprata fosse stata la loro bambina? E magari per mano di un poveraccio non ricco né famoso? Il fatto che la violenza sia accaduta tanti anni fa e che la vittima abbia perdonato lo stupratore non significa che la giustizia non debba fare il suo corso, magari anche per approdare a una grazia (perché s’è pentito o perché è cambiato etc.). Ma far passare il concetto che uno solo perché fa dei bei film o perché è ricco debba essere al di sopra della legge è alquanto pericoloso.
pubblicato il 28 settembre 2009 | 3 commenti
Mele e pere
Quando un’insegnante prende a schiaffi una bambina di 7 anni ma la scuola non può mandarla via, quando alle elementari la maestra è a conoscenza del fatto che un bambino di 9 anni fuma e ruba nei supermercati ma non fa nulla. E parlo di Roma non di Scampia a Napoli.
Quando la Moratti chiede agli insegnanti di lavorare a luglio per permettere ai genitori di stare più tranquilli, e questo provvedimento è oggetto di crociata perchè, non si sa bene per quale motivo, le vacanze per professori e maestri devono andare da metà giugno a metà settembre, con le due settimane a Natale e una a a Pasqua.
Quando non solo è difficile trovare un maestro alle scuole elementari che riesca a comunicare in un’altra lingua, ma capita anche che diversi non parlino neppure un italiano decente.
Quando ce se ne infischia degli studenti e si va a scuola a timbrare il cartellino e a leggersi il giornale in classe.
Quando avviene tutto questo e si chiudono gli occhi vuol dire che il sistema vacilla un poco.
La scuola non è un ufficio di collocamento. Se ci sono più persone di quante ne servono queste devono trovarsi un altro lavoro. E la selezione deve essere dura.
Ma devono essere cacciati anche gli incapaci. Perchè se non si tolgono i vermi dalla mela questa continuerà ad essere mangiata.
pubblicato il 26 settembre 2009 | Commenta





