Lo mandava Raitre: ora sappiamo dove
Piero Marrazzo era quindi ad un festino con prostitute e trans, tra l’altro con tariffe poco abbordabili ai più. Un’irruzione dei carabinieri farebbe chiedere al governatore del Lazio di «non rovinarlo». Questi chiederebbero soldi e lo filmerebbero, oppure si farebbero dare il filmato ottenuto in un’altra occasione.
Non è interessante, se non per i maniaci, sapere che Marrazzo partecipi a festini con trans e prostitute, e forse neanche tanto il fatto che fosse presente cocaina.
Ciò che è impressionante è il fatto che un politico di primo piano, governatore della seconda regione più ricca d’Italia e commissario straordinario per la sanità di tale regione, possa essere così facilmente ricattato e che questi in qualche modo ceda firmando addirittura diversi assegni.
Non essere ricattabili e non cedere ai ricatti sono due punti fondamentali per un politico. L’operato di Marrazzo si dimostra, in tal senso, esiziale.
Il paragone andrà subito con Silvio Berlusconi, allora diciamo: che le registrazioni che lo riguardavano dimostravano al massimo che egli non le pagava direttamente, che non era presente droga e che la vicenda D’Addario mostra al più come egli non abbia ceduto a ricatti.
E poi almeno per Berlusconi le tariffe sarebbero più basse.
Questo articolo è stato scritto il 24 ottobre 2009 alle 11:07
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1 commento






ROMA LADRONA E PAPPONA
queste cose al Nord che lavora e produce non succedono, non a caso Formigoni è casto.