Notti buie in quel di Roma
Brenda è morta. La trans che è stata tra i protagonisti del caso Marrazzo è stata trovata asfissiata e carbonizzata. E questo avviene dopo la morte per overdose di un altro attore nella vicenda, lo spacciatore Cafasso.
E’ evidente che Marrazzo, sicuramente innocente, si sia messo in mezzo ad un giro decisamente pericoloso e la sua ingenuità appare sempre più imbarazzante. Speriamo che dopo tutti questi strascichi colga l’opportunità di fare un passo indietro anche dal servizio televisivo pubblico.
E’ ora anche che ci si interroghi senza ipocrisia su quali possibilità abbiano i trans di trovare un lavoro in Italia, al di là della prostituzione. Non mi interessa sapere cosa spinge un uomo ad andare con un trans, su cui si sono soffermati molti sedicenti psicologi ultimamente. A me interessa sapere se mio figlio decidesse di cambiare sesso, che calvario deve aspettarsi in questo Paese?
L’ultimo appunto è che se anziché Brenda oggi fosse scomparsa Patrizia D’Addario l’Italia sarebbe in una guerra
civile. La sinistra che scopre in queste occasioni quanto siano importanti i toni pacati e il garantismo, dovrebbe comprendere la necessità improrogabile di questa svolta.
Questo articolo è stato scritto il 20 novembre 2009 alle 22:34
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